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Carichi adattivi: come scegliere il peso giusto a ogni seduta

Scrivere “60 kg” sulla scheda è semplice, ma raramente è il peso giusto per tutte le settimane. I carichi adattivi partono da quello che il cliente ha fatto davvero l’ultima volta.

Il limite della scheda statica

Una scheda con pesi fissi resta uguale mentre il cliente cambia: migliora, si stanca, recupera male una settimana e benissimo quella dopo. Il risultato è che alcune sedute sono troppo facili e altre troppo pesanti, e il trainer deve correggere a voce o per messaggio.

Come funziona un carico adattivo

Il principio è semplice: si guarda la prestazione precedente sullo stesso esercizio (peso, ripetizioni, RIR) e la si confronta con l’obiettivo della serie.

  • Ripetizioni e RIR sopra l’obiettivo: il carico sale.
  • In linea con l’obiettivo: il carico resta, si cerca una ripetizione in più.
  • Sotto l’obiettivo: il carico resta o scende leggermente.

Di quanto aumentare

Un’indicazione diffusa è salire di poco: incrementi piccoli sugli esercizi per la parte superiore del corpo, un po’ più ampi su quelli per gli arti inferiori, dove si muovono carichi maggiori. Meglio un aumento piccolo che regge che uno grande che costringe a tornare indietro.

Perché ai clienti piace

Il cliente arriva in palestra e sa già quanto mettere. Non deve ricordare cosa ha fatto la settimana prima, e vede che il programma “risponde” ai suoi progressi. È una delle cose che più aumenta la sensazione di essere seguiti.

Come lo gestisce Kronos

Kronos calcola automaticamente il peso suggerito per ogni esercizio in base alle prestazioni precedenti del cliente. Tu imposti la scheda e gli obiettivi; il sistema propone il carico seduta dopo seduta, e puoi sempre correggerlo.